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Giovedì 30 Giugno 2011
Spesometro su tutti i fronti
Lotta all'evasione. Da domani l'obbligo di comunicare operazioni sopra i 3.600 euro si estende a negozianti e artigiani.
Il venditore avrà il dovere di identificare l'acquirente in maniera dettagliata
Spesometro al via per negozianti e artigiani.
Da domani, 1 luglio, i commercianti al minuto e tutti i prestatori di servizi che certificano i corrispettivi con ricevute e scontrini fiscali dovranno monitorare le operazioni il cui prezzo, Iva inclusa, sia di ammontare uguale o superiore a 3.600 euro, identificando il cliente e conservando con cura le relative informazioni per trasferirle qualche mese dopo (se non un anno dopo) nelle comunicazioni da inviare all'agenzia delle Entrate.
Il monitoraggio delle operazioni effettuate dal i luglio 2011, sarà riepilogato entro ilio aprile 2012 in una comunicazione da inviare alle Entrate (i tracciati record della comunicazione sono stati modificati dal provvedimento del direttore dell'agenzia delle Entrate del 21 giugno).
Il nuovo obbligo è già entrato in vigore dal i gennaio 2010, ma solo da domani sarà operativo anche con riferimento agli operatori che usano scontrini e ricevute fiscali. Se questi operatori, per prassi aziendale o per richiesta del cliente, abbiano emesso fatture in luogo di ricevute e scontrini, dovranno monitorare le operazioni già dal i gennaio 2010.
In questo caso, e solo limitatamente a tali operazioni, la so glia non è di 3.600 euro, ma per il 2010 di 25mila euro e per il 2011 di 3mila euro (si veda, per questo aspetto, oltre alla circolare 24/E/2011, la lettera inviata a Federturismo dall'agenzia delle Entrate il 28 giugno scorso).
L'estensione dell'obbligo impatta direttamente sulle procedure di vendita dei singoli negozi, complicando non poco le regole da seguire sia per identificare il cliente sia per conservare le informazioni acquisite che dovranno essere, poi, a distanza di molti mesi, riepilogate nelle comunicazioni. Queste complicazioni sono attenuate dal fatto che il limite di 3.600 euro esclude una serie di piccole operazioni che non raggiungono la soglia.
Un primo problema che si pone è quello dell'identifica-zione del cliente: il commerciante che si accorge che l'acquisto del cliente supera l'importo di 3.600 euro deve cominciare a preoccuparsi dei dati che deve acquisire.
Le ultime pronunce dell'Agenzia hanno ribadito il fatto che i commercianti al minuto devono, in riferimento al cliente persona fisica nazionale, acquisire il codice fiscale e gli altri elementi identificativi.

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